Vi vendiamo il posto in Bnl Raggirati in migliaia

«Se al momento le assunzioni sono bloccate è colpa di Monti» tagliava corto così Sabrina P., la funzionaria 42 enne della Bnl, arrestata ieri con altre due complici per associazione a delinquere, truffa e ricettazione.
Tre donne che avevano messo su una fabbrica di concorsi falsi per aspiranti dipendenti della Banca Nazionale del Lavoro. Le altre due persone finite in manette sono una dirigente della Bnl in pensione, di 58 anni, e una  65 enne, stilista nonché proprietaria di due atelier nel cuore della Roma-bene, uno in via Ludovisi, l’altro in via della Vite. Da almeno due anni l’impiegata dirigeva colloqui e test spacciandosi come la dottoressa De Angelis. Colloqui che, come lei garantiva, erano una semplice formalità, visto che ai candidati venivano chiesti sottobanco dai 1.500 ai 4.000 euro in cambio della garanzia del posto di lavoro. Una truffa a sette cifre, visto che le vittime sono oltre un migliaio, e nessuno di loro aveva denunciato nulla, sperando di ottenere il posto, prima o poi.
Sono stati alcuni dirigenti della Bnl, che nella vicenda è parte lesa, a rendersi conto che c’era qualcosa di strano monitorando siti e social network dedicati a concorsi. Decine di ragazzi si chiedevano che fine avevano fatto i loro test, e soprattutto la “dottoressa De angelis”. A quel punto sono scattate le indagini degli investigatori del commissariato Trevi, coordinati da Lorenzo Suraci.
Gli agenti hanno scoperto che i colloqui e i test, con prove scritte (economia aziendale, francese, cultura generale) erano assolutamente credibili, allestiti in alberghi di lusso nella zona di via Boncompagni, con documenti recanti il logo (leggermente contraffatto) della Bnl. I candidati, provenienti da tutta Italia, venivano attirati con il passaparola, tramite una rete informale di procacciatori (tre persone con questo ruolo sono state denunciate).
I truffati sul webSul forum jobcrawler.it decine di candidati si lamentano della loro mancata assunzione. Nessuno menziona il pagamento sottobanco e tutti restano in attesa, fino al post di ieri di un utente: «Vi hanno truffato».
(Paolo Chiriatti)