Processo ai No Tav la polizia presnta il conto

Seconda parte dell’udienza preliminare contro i 46 attivisti No Tav che il 26 giugno e il 3 luglio della scorsa estate presero parte agli scontri in Val di Susa per l’apertura del cantiere della Tav. Il pm Giuseppe Ferrando ha chiesto il rinvio a giudizio per 45 imputati. Per un No Tav si procederà al patteggiamento.
Da oggi tocca alle difese parlare, mentre per la prossima settimana è attesa il dispositivo del giudice sui rinvii a giudizio. Ma a segnare il passo, ieri, sono state le parti civile. Per la prima volta i sindacati di polizia si sono costituiti parte civile il un processo che tratta di reati legati all’ordine pubblico. E per la prima volta il gup ha riconosciuto loro il ruolo di «danneggiati». Quindi sì alla costituzione di parte civile di Sap, Siap, Ugl. Negata la costituzione al Siulp per un cavillo tecnico, ma la richiesta verrà ripresentata in sede di dibattimento.
Ammessi a processo anche Ltf e Italcoge fallimenti, oltre a una sessantina di appartenenti alle forze dell’ordine che rimasero feriti durante gli scontri. Riconosciuto anche come danneggiato il Cobar Gdf Piemonte e anche in questo caso si tratta di una caso unico, visto la struttura militare del corpo. Grande assente per ora il Viminale. A sollevare la polemica il parlamentare del Pd Stefano Esposito. Tanto che nel pomeriggio il Viminale con una nota ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel corso del processo.
(Rebecca Anversa)