Tutti i pericoli di Internet nell'inchiesta di Misha Glenny

Intervista. Qual è il lato oscuro della rete? E in che modo i computer oggi influenzano le nostre vite? Misha Glenny in “Mafia.com” (Mondadori, 17,5 euro, 315 pagine) ci catapulta nel mondo di chi compie crimini sul web ma ci fa anche capire che cosa accade realmente ogni volta che accendiamo il mostro pc, scarichiamo una mail, navighiamo su Internet.  Potremmo per esempio essere sotto attacco dei “crackers”, gli hacker disonesti, delinquenti tecnologicamente evoluti di cui  Glenny ci fa un ritratto attualissimo.
Qualcuno pensa ancora che il rischio maggiore della rete è che ci venga clonata la carta di credito. Ma quali sono le reali minacce?Il rischio della clonazione della carta è davvero una cosa minima. Due settimane fa sono venuto a sapere che la collaborazione  tra Usa e Israele sarebbe sfociata nella produzione di una serie di virus assolutamente micidiali su Internet. Questo è al di fuori di ogni limite normativo e spesso è fatto nei confronti di molte aziende per riuscire a carpire segreti industriali. Praticamente uno può alzarsi la mattina e dire: facciamo questa cosa e non gli accade niente…C'è un virus particolarmente pericoloso che gira oggi?Sì, si chiama “Flame”. Messo in rete tre settimane fa, è 40 volte più dannoso di tutto quel che si era visto fino a ora: è stato concepito per non essere scoperto attraverso i sistemi tradizionali antivirus. Ci sta dicendo che Internet è totalmente insicura?Totalmente. Soprattutto per quel che riguarda la vita dei cittadini normali. Chi sta su internet non può mai essere protetto al 100%. Si può ridurre il rischio di attacchi ma se uno ha deciso che vuole attaccare te mi dispiace dirti che non hai scampo. Dato però che la maggior parte di attacchi sono sferrati a caso, se uno ha un buon antivirus, non va su siti sospetti, non risponde a mail false limita il rischio. E Facebook? E' uno dei luoghi preferiti per gli attacchi degli hacker ma dato che non possiamo convincere tutti i giovani a non usarla più istruiamoli almeno a comportarsi in modo accorto.
(Antonella Fiori)