Firme false e sanità Due tegole per Cota

La sentenza è arrivata ieri mattina. La Corte d’appello di Torino ha confermato le condanne per Michele Giovine e suo padre Carlo, accusati di aver falsificato 17 delle 19 firme della lista «Pensionati per Cota» alle elezioni regionali del 2010. Giovine è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere mentre è stata ridotta di solo due mesi la condanna per il padre. La lista dei Giovine prese 27 mila voti mentre la differenza tra Bresso e Cota risultò di 9 mila voti a favore dell’attuale presidente della Regione, Roberto Cota.
L’ex presidente Bresso non nasconde la sua soddisfazione: «Hanno vinto con l’inganno». Sulla vicenda pesa il procedimento amministrativo. Il primo banco di prova martedì prossimo al Consiglio di Stato. Dopo la sentenza della Consulta ,che aveva avvalorato la giurisprudenza alla base del dispositivo del Tar di Torino, il quale a sua volta  aveva sospeso qualsiasi giudizio fino alla fine del procedimento della querela di falso (causa civile, ndr), ora i legali di Bresso hanno chiesto udienza al Consiglio di Stato. E un’altra  doccia gelata per Cota è arrivata dal Consiglio dei ministri, che ieri ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale la riforma della sanità piemontese «in quanto contenente una disposizione normativa priva di copertura finanziaria».
(Rebecca Anversa)