Cattiveria e zero privacy Il romanzo di Mazzoli

Romanzo. Un autore giovanissimo, classe 1980, ma con una formazione eclettica. E' Davide Simon Mazzoli, che oltre a scrivere gialli - è appena uscito da Tea-Tre 60 “Lo specchio del male”, p. 411, euro 9,90 -  realizza casinò e parchi di divertimento nell'azienda di famiglia. Una carriera iniziata come scenografo e scultore e continuata come autore televisivo per Mediaset, MTV e Cinecittà Entertainment, fino alla scrittura di sceneggiature. Ne “Lo specchio del male”, il protagonista è Orazio De Curtis, che esercita un potere attrattivo e nello stesso tempo rivoltante nel lettore. “Perché tutti noi” dice Mazzoli “abbiamo paura di scoprire quanto sia cieco e profondo il buco nero che abbiamo dentro”.
Lei vive a Orlando. Quanto ha influito su di lei l'immaginario americano? Parecchio. Sono nato a Milano ma, grazie alla mia famiglia, la mia educazione ha subito varie influenze di natura internazionale. All'età di 10 anni avevo già visto mezzo mondo e, data la professione di mio padre, la metodologia con la quale ho appreso il mio mestiere è stata filoamericana.
Il tema del libro è attuale: l'essere spiati e osservati dagli altri. Nell'era di Facebook cosa fare per difendere la propria privacy? Ed è possibile?No. Non possiamo difenderci da questa aberrazione del progresso e dello spettacolo. Il pubblico di oggi non si accontenta più di essere solo spettatore e lo showbiz si è adattato a questo fenomeno dando vita a un voyeurismo globale, padre di falsi miti e di personaggi insignificanti.
Il protagonista è un vero cattivo. Da chi ha preso ispirazione?Da me, da lei, da tutte le persone che ci circondano. L'uomo per sua natura è cattivo e la maggior parte dei pensieri di ognuno di noi sono verità che ci porteremo fino alla tomba.
(Antonella Fiori)