Maxi furto in casa Nedved al via il processo

Un furto da capogiro, in una casa di quelle che “conta”. Si è aperto ieri mattina nel tribunale di Ciriè il processo per il furto nella villa di Pavel Nedved, il calciatore ceco in forza alla Juventus, che vede come unico imputato l’ex giardiniere dell’attaccante. I fatti risalgono all’11 dicembre 2010.
L’atleta tornò nella sua abitazione nella tenuta de La Mandria, a Fiano, dove vivono altre 150 famiglie. I ladri avevano approfittato della sua assenza per portarsi via, tra soldi, gioielli e orologi, un bottino da 450 mila euro. Un colpo studiato a tavolino per gli investigatori, che  probabilmente hanno contato su un basista. I ladri sapevano che la villa era deserta e che non era protetta da sistemi di allarme.
All’epoca dei fatti il giardiniere, poi finito sotto processo, era l’unico ad avere le chiavi del cancello della villa e l’accesso diretto al garage dell’attaccante. L’imputato ieri si è professato innocente. Ieri i coniugi Nedved erano in aula, dove si sono costituiti parte civile.
(Metro)