Caccia e referendum Il D-Day piemontese

Il D-Day è oggi. Dopo giorni di discussione in commissione approda in consiglio regionale l’ordine del giorno che dovrebbe “cancellare” il referendum sulla caccia in programma il 3 giugno e far risparmiare al Piemonte, in tempo di crisi, 22 milioni di euro. Oggi è l’ultimo giorno utile: domani infatti verrà dato il via alla stampa delle schede, costo 400 mila euro. L’ordine del giorno prevede una specie di adattamento ai quesiti referendari. Un adattamento che però non sembra accontentare nessuno.
Ad esempio: i referendari chiedono di vietare la caccia la domenica e il documento della commissione prevede che ciò avvenga tra febbraio ad agosto, mesi in cui la stagione venatoria è pressoché inesistente. E ancora vengono ampliate le specie protette, ma ciò rappresenta ben poca cosa per gli ambientalisti che sottolineano che cinque specie protette in più, soprattutto di scarso interesse venatorio, non risolvono la questione. Insomma parlare di accordo tra maggioranza e opposizione e anche all’interno della stessa maggioranza è azzardato. Sta di fatto che se oggi a Palazzo Lascaris ci sarà il tutti contro tutti e non si troverà un’intesa si dovrà procedere alla stampa delle schede e quindi a spendere i primi 400 mila euro. L’intero referendum costa 22 milioni per i quali la Regione ha chiesto il mutuo.
(Rebecca Anversa)