Il libro di Ersi Sotiropulos Il virus che ci contagia

Un romanzo dal titolo solare “Il sentiero nascosto delle arance” (Newton Compton, p.  249, euro 9,90) quello scritto dalla greca Ersi Sotiropulos ma che ha come sottofondo un'atmosfera di malattia. Un libro che incrocia quattro storie tra cui quella di Lia, in ospedale perchè affetta da un raro virus in cui il sistema immunitario del corpo si rafforza in tal modo da attaccare se stesso. Oltre a lei ci sono Sid, suo fratello, unico contatto con il mondo esterno, l'infermiere Sotiris e Nina, una ragazzina che vive in un villaggio di pescatori. Che significato ha il virus da cui è affetta Lia? È una metafora della nostra società. Siamo stati cosi ultraprotetti, coccolati, come in una bolla d'aria, da sicurezze futili che siamo diventati estremamente vulnerabili. Basta una piccola fessura in questo artificio di sicurezze per destabilizzarci e mandarci in rovina.Questo fa pensare anche alla Grecia. Lei come vede la situazione del suo paese?È molto dura. La crisi non è mai solo economica ma anche sociale e morale. Purtroppo quello che succede oggi in Grecia rischia di espandersi negli altri paesi della periferia dell' Europa. Nel libro il sentimento, ma anche il sesso, hanno una parte molto importante. Ma c'è anche un legame con la morte: pensa di aver scritto una storia d'amore o altro?È una storia d'amore e come in tutte le storie d'amore, la morte sta in agguato. Eros e Thanatos sono inseparabili proprio per l'urgenza del desiderio. Qual è il "sentiero segreto" che unisce i  personaggi?Il romanzo si muove a zigzag da un personaggio all'altro. Ognuno sembra andare per conto proprio, ognuno è solo anche se sta in compagnia. Ma poco a poco si avvicinano e convergono, intrappolati in una rete di fatti tragico-comici. Come in un puzzle. (Antonella Fiori)