I blocchi No Tav sull'A32 mandano in crisi la Sitaf

La Sitaf chiede i danni a Ltf. I continui blocchi autostradali dei No Tav si stanno ripercuotendo sulle casse della Sitaf, la società che gestisce la A32.
La polemica è scoppiata dopo l’ennesimo blocco di mercoledì durato 24 ore e l’attacco serale alla polizia alla galleria Cels, al cui interno è divampato un incendio. Ma i danni maggiori riguardano i mancati pedaggi. Perdite per milioni di euro che non sarebbero coperti dalla convenzione stipulata a suo tempo tra Sitaf e Ltf per lo sfruttamento dell’autostrada per il cantiere. Sitaf e Ltf hanno aperto un tavolo di confronto.
Intanto a rimetterci, però, sono gli operai delle società controllate da Sitaf che adesso sono in cassa integrazione. «Numeri per ora limitati - spiega Gianni Luciani, amministratore delegato della società che gestisce l’autostrada -, ma che purtroppo potrebbero aumentare se non si trova presto una soluzione». Si tratta degli operai che lavorano per le società controllate da Sitaf e che si occupano di manutenzione e lavori autostradali.
(Rebecca Anversa)