Un triste finale per la De Tomaso

Per la De Tomaso si è giunti all’epilogo. Nessun traccia dell’investitore cinese che la famiglia Rossignolo, che detiene l’80% dell'azienda, aveva annunciato settimane fa. Una situazione assurda della quale la Regione prende atto, ammettendo di essere impotente. Il futuro dell’azienda automobilistica  e dei suoi lavoratori è stato affrontato nel corso di un consiglio regionale straordinario.
È emerso che l’azienda De Tomaso nel 2009 era subentrata nello stabilimento produttivo Pininfarina di Grugliasco - acquistato per 15 milioni dalla Sit, controllata da Finpiemonte - allo scopo di avviare un innovativo rilancio industriale che salvaguardasse la continuità occupazionale. La produzione, in realtà, non è mai stata avviata.
«In questo anno e mezzo ci siamo impegnati per salvaguardare i quasi mille lavoratori della De Tomaso  - ha spiegato l’assessore al Lavoro Claudia Porchietto - Ma  dopo vari incontri con la proprietà che dichiarava l’esistenza di un investitore cinese, a oggi non è stato presentato nessun documento che attesti la consistenza patrimoniale e finanziaria dell’investitore né l’avvenuto investimento».
Per questo motivo il Ministero del Lavoro ha definito con decreto del 4 aprile la Cig non più per ristrutturazione ma per crisi.
(Rebecca Anversa)