Il Trota si dimette e scappa dal Pirellone

Renzo Bossi si è ufficialmente dimesso ieri dal Consiglio regionale lombardo dopo lo scandalo giudiziario che sta travolgendo la Lega. In mattinata il Trota si era presentato nell'ufficio di Stefano Galli capogruppo della Lega Nord in Consiglio, per formalizzare le dimissioni annunciate domenica. Dopo circa quattro ore all’interno del Pirellone, il figlio del Senatur ha lasciato l'edificio da un ingresso secondario. Per “dribblare” i cronisti, ha lasciato la sua Bmw X5 nel piazzale del Pirellone. Nel prossimo Consiglio regionale, in programma il 17 aprile prossimo, ci sarà la presa d'atto delle dimissioni di Bossi.
In una lettera ai 13mila bresciani che lo avevano eletto, Bossi junior ha affermato di essersi dimesso in risposta alla “vera e propria caccia alle streghe” apertasi nel Carroccio. «La prenderò – scrive - come una pausa sabbatica  per dimostrare, documenti alla mano, che tutte le infamanti accuse che mi sono state mosse sono del tutto infondate».
«Una scelta giusta», è stato il commento del governatore Roberto Formigoni, che ha confermato la tenuta della sua maggioranza falcidiata dagli indagati. Chi non pensa a dimettersi, è il presidente leghista del Consiglio Davide Boni, indagato. «Io con la vicenda di Belsito non c'entro nulla. La mia è una storia completamente diversa» ha detto Boni.
(Metro)