Dimissioni di Bossi a Pontida fango e shock

Il pratone di Pontida (Bg) è coperto dal fango. Due giorni di pioggia hanno messo a dura prova il sistema di drenaggio inaugurato un anno fa per salvare dalla fanghiglia i partecipanti al raduno che da vent'anni porta al paese del Giuramento leghisti da tutto il Nord. Sul muro in fondo spicca la scritta verde “Padroni in casa nostra”, dove la “P” risente visibilmente del restauro di una decina di giorni fa, dopo che una mano malandrina l'aveva trasformata in una “L”.
«Vigliacchi, se vogliono dire qualcosa ce lo dicano in faccia e portino le prove - ringhia il segretario della locale sezione della Lega,  Giovanni Frigerio -  Del resto tutta questa storia è un solo polverone, per farci del male». Le dimissioni di Bossi sembrano avere stordito gli abitanti del paese simbolo del movimento leghista. «Mah, non lo so, ma la Tanzania, dai», borbotta un pensionato che fa la spesa nel supermercato costruito anni fa asportando, tra le proteste, un pezzo del magico pratone.  «Senza Bossi, ma che Lega è?», aggiunge la moglie. «Guarda caso a un mese dalle elezioni,  non vi fa pensare?», si inserisce un ragazzo.
Ma a credere al complotto sembrano essere in pochi: «Da tempo dicevamo che intorno a Bossi c'era gente che se ne approfittava e troppe cose che non andavano, e queste sono le conseguenze - è il parere del sindaco e deputato Pierguido Vanalli  - Queste dimissioni io le vedo come un gesto di coraggio e anche di amore per il partito. In Italia di gente che si dimette ce n'è  molto poca. Io però in questo momento sento soprattutto una grande tristezza».
(Fabio Paravisi)