Oggi vertice in Procura sul San Filippo Neri

Roma. Vertice tra inquirenti stamani a piazzale Clodio per far luce sul caso dell'incidente avvenuto nel Centro di procreazione medicalmente assistita dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, che ha causato la perdita di 94 embrioni, 130 ovociti e 5 campioni di liquido seminale.
Ancora da accertare per quale reato la Procura dovrà procedere, anche se trattandosi di un incidente potrebbe essere configurato un reato di natura colposa, legato ad ipotesi di imperizia e di negligenza. «Noi siamo parte lesa, come sono parte lesa le 34 coppie che avevano la speranza di procreare. Oggi come oggi posso solo prendere atto dell'accaduto ma non determinarne la causa» ha ribadito ieri Domenico Alessio, dg del San Filippo Neri. Da ricordare che è stata la stessa azineda ospedaliera a presentare un esposto alla Procura.
Il ministero, invece, ha chiesto una relazione al Centro Nazionale Trapianti, che già per domani ha disposto le prime ispezione. Sempre sul fronte delle indagini la multinazionale cui era affidato l'impianto di congelamento ha detto di aver aperto un'indagine interna per accertare le cause dello svuotamento del serbatoio di azoto liquido avvenuto il 27 marzo.
Le famiglie
Il Tdm In difesa delle coppie coinvolte, il presidnete  del  Tribunale dei diritti del malato  Scaramuzza ha  annunciato che si costituirà parte civile in un eventuale processo.
I consumatoriSono numerose le associazioni di utenti e consumatori che hanno offerto assistenza alle coppie che hanno perso i propri embrioni annunciando delle azioni collettive per il risarcimento dei danni.
(metro)