L'elogio del pirla secondo Formigoni

 C’è stato l’atteso intervento del presidente del Consiglio Regionale Boni (Lega) che, indagato per corruzione, ha ribadito la sua innocenza e la volontà di continuare con l’incarico «al servizio della comunità lombarda come ho sempre fatto», ha detto. E c’è stata anche la mozione delle opposizioni per le sue dimissioni, poi bocciata dall’Aula.
A tener banco ieri al Pirellone è stato però soprattutto il “pirla” del governatore Formigoni. Accusato dal capogruppo Idv Zamponi di non aver mai lavorato, Formigoni ha reagito con un secco “Informati, pirla!” e si è poi dilungato nella difesa del termine che, ha sostenuto citando alcune sentenze, «non è lesivo della persona». Indignata l’opposizione ha abbandonato l’aula, salutata dallo sventolio canzonatorio dei fazzoletti verdi dei leghisti. Ed è poi tornata per chiedere nuove elezioni.
 «Basta volgarità, basta con questo presidente, la Lombardia merita ben altro», ha affermato Gaffuri (Pd) che ha ricordato le ultime “performance” del governatore: «A Roma ha alzato il dito medio e con il capogruppo Udc ha parlato di “inculata” al centrosinistra, oggi l’insulto a un capogruppo d’opposizione».
Formigoni: io l’offeso
 «Sono io ad essere stato insultato e offeso», la replica di Formigoni,  che ha poi precisato gli impieghi precedenti agli ultimi 28 anni, di cui 17 da presidente della Regione:  professore al liceo, giornalista, assistente universitario, ricercatore.
Gli studi di Denise
Fra le mozioni approvate quella dell’Idv Cavalli per impegnare la Regione a sostenere gli studi di Denise Cosco, testimone sotto protezione dall’ndrangheta, ovvero dal padre e dagli zii, accusati di averle ucciso la madre che collaborava con i pm contro il clan di via Montello.
 
La curiosità: Mozione Boni
Tecnicamente il presidente dell’aula non può essere “sfiduciato”.
Perciò   le opposizioni hanno chiesto agli indagati un passo indietro, per tenere distinto  ruolo istituzionale e  guai: la mozione non è passata
 
 
(Elisa Straini)