Sulle orme di De Andrà con il jazz di Danilo Rea

Roma. È Danilo Rea il protagonista del secondo appuntamento di “Parioli in Musica” in programma stasera alle 21 al Teatro Parioli. Il pianista, nome storico del jazz italiano, sarà in scena con un progetto dedicato alla musica di Fabrizio De Andrè.Come è nato e a quando risale il suo interesse per la musica  di De Andrè?A quando ero bambino. Impazzivo per Modugno,  Battisti e  De Andrè.Che importanza ha avuto De Andrè nella storia della musica italiana?È stato un poeta che ha saputo coniugare poesia e musica come nessun altro. È stato un simbolo per tutti quelli della mia generazione, parlando, narrando la vita  dell'umanità con pena, cinismo,  trasporto e grande  lucidità.Spogliate dalla parola le sue canzoni mantengono la loro forza?Le sue parole sono nella memoria di tutti, ma la sua musica, oltre ad evocare il testo, ha una sua piena autonomia.Su che basi ha scelto i brani da suonare?Ho scelto quelli con cui sono cresciuto, avendoli inconsciamente maturati nel tempo non è stato difficile trovare una strada per improvvisarci sopra senza snaturarli.Quali sono oggi  i generi più innovativi in campo musicale, i suoni che esprimono meglio la realtà?Credo sempre più nell’improvvisazione, sento che sia l‘unica vera novità, purché condotta con onestà e lirismo. Purtoppo il sistema dell’imitazione, almeno nel jazz, ha preso sempre più spazio rispetto all'originalità del singolo, bisognerà trovare strade espressive alternative, probabilmente tornare ad un pensiero più semplice e comunicativo.
 
(Stefano Milioni)