Cantieri, 128 aziende escluse per mafia

Dopo aver spolpato e cementificato il Sud la “cemento Spa”, l’intreccio affaristico mafioso che Legambiente ha fotografato nel rapporto omonimo,  ha già aggredito  il Nord, in particolare Liguria e Lombardia ai primi  posti per   numero di reati legati ad abusi edilizi, mafia, tangenti, devastazione ambientale per speculazioni. La Liguria è al primo con 1.797 infrazioni, oltre un quarto di tutte quelle registrate al nord,    2 consigli comunali sciolti per mafia. Al secondo posto  la Lombardia (1.606 infrazioni, 6,7 reati ogni 100 km?) dove però i cantieri si moltiplicano. Secondo dati della Dia (2008/11) citati da Legambiente,  circa il 30% degli appalti pubblici in Lombardia sono a rischio infiltrazione mafiosa, per un totale di 39 cantieri aperti e 20 pronti a partire; estromesse dagli appalti pubblici 128 imprese “a rischio mafia”, con 38 provvedimenti interdittivi “tipici” e 90 “atipici”. Solo nei primi due mesi del 2012 le aziende escluse sono state 7,  una ogni 9 giorni. «Serve una normativa nazionale  con  pene efficaci,  oggi sono  multe e non spaventano nessuno - spiega il vicepresidente di Legambiente Lombardia Sergio Cannavò - e  più controlli preventivi». Difficile, in una Regione che ha tolto la qualifica di pubblico ufficiale all’Arpa, che non può più agire spontaneamente ma solo su “chiamata”, a reato ormai scoperto. «Ma i dirigenti Arpa potrebbero anche oggi rivolgersi al Prefetto e continuare a lavorare come prima - spiega Cannavò - l’ideale sarebbe  che  Arpa fosse  totalmente indipendente dal potere politico».
(Simona Mantovanini)