Tangenti sul verde indagato Giammario

Di nuovo i carabinieri al Pirellone. Questa volta nel mirino è Giuseppe Angelo Giammario (foto), vice presidente Pdl della commissione Ambiente, membro di quella Sanità, nominato da Formigoni nel cda Bocconi e sottosegretario per i rapporti con Milano, carica da cui si è dimesso, citato tra l'altro nell’inchiesta  di ’ndrangheta Infinito. È indagato, assieme ad altre 4  persone, dalla Procura di Monza per una mazzetta da 10 mila euro, prima rata di 30 mila, per appalti del verde del Parco Nord, di cui era amministratore.
Sempre Monza ha chiesto il giudizio immediato per Massimo Ponzoni, ex assessore all’Ambiente, per un’altra vicenda, il crac   della sua società Pellicano.
“Un avviso di garanzia non è una condanna” ha commentato ieri Formigoni; l’opposizione aspetta le dimissioni di Boni e chiede di tornare al voto.
 
E adesso sono in 10 nei guai con la giustizia
Nel trentennale di Mani Pulite la bufera tangenti è tutt’altro che storia.  Pirellone perquisito più volte,  sul web  impazzano “Formigohome” del Pd e i conti dell’Idv sul sito di Gabriele Sola: 15% del consiglio ha guai con la giustizia.
Da  luglio sono 8, escluso Giammario e Prosperini,  gli indagati o arrestati: 6 sono del Pdl. Quattro  su 5 erano  dell’Ufficio di presidenza: l’ex presidente Pd della Provincia   Penati (20 luglio, indagato);  il vicepresidente d’aula Nicoli Cristiani, Pdl (30 novembre, arrestato); il consigliere Pdl  Ponzoni (16 gennaio, in carcere per bancarotta e corruzione nel crac della sua immobiliare Pellicano) e  il presidente  dell’aula   Boni, Lega (tangenti). Indagati  gli assessori leghisti Daniele Belotti (Urbanistica) per concorso in associazione a delinquere; e Monica Rizzi (Sport)  per  i falsi dossier in favore di Renzo “Trota” Bossi. Eletto da indagato il  Pdl  Gianluca Rinaldin (tangenti); indagata dopo l’elezione nel listino di Formigoni  Nicole Minetti,  induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile nel Rubygate. Tutto  era cominciato nel 2009 con l’arresto dell’ex assessore allo Sport,  Prosperini: ha patteggiato 3 anni e 5 mesi e 1.500 euro per corruzione.
(Simona Mantovanini)