Il trittico dell'Esperia approda a Bach

Danza. Un’importante e ideale trilogia su tre grandi compositori della storia che si chiuderà, da stasera al 17 marzo al Teatro Astra, con l’ultimo tassello di questo lavoro. Così, dopo i lavori dedicati a Mozart, “Mozart/AQVA”, e a Beethoven, “Beethoven Sizes”, debutterà ora “Bach éclat”, la nuova produzione del Balletto dell’Esperia. Uno spettacolo-omaggio al compositore tedesco, oggi sempre più attuale per la sua sorprendente inventiva e modernità che sarà composto da due coreografie di Paolo Mohovich. Le serate si apriranno con “Sols a dos”, sulla “Suite n. 3 per violoncello”, che esplorerà l’essenza intimista e preziosa della musica che scaturisce dal suono di un unico violoncello. Un gioco di dinamiche e di forme che porterà a disegnare la partitura attraverso i movimenti, in sintonia o in contrasto con essa. A seguire arriverà “Bach éclat”, che dà il titolo allo spettacolo, sui “Concerti Brandeburghesi”. In realtà, uno studio sul binomio velocità-lentezza, che, dalla filosofia greca in avanti, ha sviluppato due diversi modi di percepire e vivere il tempo. Ma velocità e lentezza non sono in assoluta contraddizione tra loro. Perché entrambe possono essere in sintonia con i tempi interiori dell’individuo, sia con il corpo sia con lo spirito, naturalmente secondo i diversi momenti della vita di ciascuno (Info: 011 5634352).
(Antonio Garbisa)