Tra i tifosi napoletani camuffati coi cappelli del Chelsea

Ore 17. Si va. Senza indugi. In albergo stiamo friggendo. Abbiamo bisogno di vedere l'azzurro. E siamo subito accontentati. Già alla stazione di Earl's Court spuntiamo come funghi. Ma volete sapere quello che colpisce veramente? Dialetto napoletano sotto cappelli del Chelsea, maglie dei blues, sciarpe avversarie. 2700 i biglietti per gli ospiti, ma tantissimi che hanno bisogno di camuffarsi tra gli inglesi perchè in possesso di tagliandi per altri settori. Indossano altri colori pur di vedere l'azzurro fare la storia. Entro pensando che gente così passionale può essere solo vincente!
Ore 15: Big Ben, Westminster, Trafalgar e London Bridge. Il tutto con doppio appuntamento con altri amici venuti qui per la partita, chi senza biglietto, chi con il trofeo in tasca. Ci riconosciamo, accenniamo qualche coro ma tra i denti, ci salutiamo dicendo "Ci vediamo dopo" come se fosse facile vederci dopo. La domanda è: 'acopp o 'abbasc'? Upper o lower? Cercando di capire il settore. Alla stazione di Earl's court incontro uno di due fratelli  che becco ormai ovunque e sempre per caso. È quasi un portafortuna e la scaramanzia qui regna sovrana. È così che abbiamo trascorso la nostra mattinata cercando di non farci cogliere dall'ansia. Ma alle 13 non ce la facciamo già più! torniamo in zona hotel, mangiamo mezzo pollo piccante a testa, salutiamo altri tifosi attirati nello stesso posto e notiamo che comincia a farsi vedere in giro anche qualcuno del Chelsea. È ora di mandare i turisti in camera e fare uscire i tifosi! Forza Napoli!
ore 10. Londra ci sveglia all'alba con un cielo grigio. Ci vuole far vedere il meglio di sè e noi non ci scoraggiamo. Colazione e via per un minigiro turistico per stemperare l'ansia. Lo Starbucks sembra un Napoli club. Qualcuno osa mostrare i colori spavaldamente, altri ce l'hanno scritto in faccia. Dietro di noi un bodyguard enorme, scherzando immaginiamo sia il capoultrà del Chelsea e l'accento del ragazzo accanto a noi non lascia dubbi circa la sua provenienza. Abbiamo invaso Londra con i colori della nostra squadra, perchè qui c'è anche gente che non è riuscita ad accaparrarsi il biglietto per entrare allo stadio, ma è qui, lo stesso, per urlare in un pub, in mezzo alla strada, in una pizzeria. Ma urlare. Perchè in giornate come queste non è possibile starsene zitti. Lo sa anche il nostro cuore, che pompa un'ansia che non ci fa stare fermi un minuto.  Usciamo salutando e dicendo "Forza Napoli!" Alziamo lo sguardo... no, oggi il cielo a Londra è di un azzurro indescrivibile!!!
Martedì 13 marzo
ore 22. La notte londinese ci avvolge benevola. Arrivati in albergo scopriamo per caso di essere vicinissimi all'hotel in cui alloggia la squadra! E fuori già vediamo un gruppetto di tifosi che attende una botta di fortuna... questa sarà una trasferta che non dimentiheremo facilmente. Lo si respira nell'aria. Abbiamo sentito degli amici che arriveranno più tardi, altri hanno voluto essere con noi inviandoci messaggi di sana invidia e abbracci fraterni. Domani porteremo allo stadio anche la loro voce perchè una famiglia così non si divide mai veramente!Solo una notte, una notte sola tra noi e la storia. E chi dorme!!
ore 16. Tutti i gate portano a Londra. Divisi tra Gatwick e City, ma siamo tutti qui. Un solo inglese si avventura tra noi con una felpa del Chelsea. Gli sorridiamo pensando ai tre palloni dati qualche settimana fa. In fila un tizio con la tuta del Napoli e ore di lampade a colorargli irrimediabilmente il viso si lamenta di alcuni "capi indiani", strani personaggi partiti già ieri e teme che portino problemi domani. Li definisce  'gnuranti con la gn maiuscola. Nell'autobus che ci porta all'aereo sentiamo gridare un inequivocabile "Ueeee Pe!". Sì, tutti i gate portano a Londra. Precisamente a Stamford Bridge.
ore 14.30. La trasferta non poteva cominciare meglio. Arriviamo in aeroporto e vediamo lo staff del Napoli, poco dopo arriva il pullman con i nostri azzurri, li vediamo sfilare davanti giusto in tempo per dare anche la nostra carica. Bene. Adesso siamo pronti, e possiamo andare al gate per l'imbarco. E non è difficile capire che i nostri  compagni di viaggio ci seguiranno ben oltre lo scalo milanese, fino a Londra. Sciarpe azzurre che spuntano al collo, infilate ai pantaloni come se fossero cinture, attaccate ai bagagli a mano. Anche adesso che ci troviamo a Linate la storia non cambia: l'invasione azzurra è solo iniziata...
Ore 12. Stiamo entrando nella storia a bordo di un volo dell'Airfrance che prima di arrivare a London City farà scalo a Linate. Proiettati, concentrati, predisposti solo per un unico pensiero: domani sera, in diretta mondiale, c'è Chelsea Napoli. Le ultime 24 ore? Da infarto. Chiama la compagnia aerea: «Ehm, scusate, il volo è cancellato». Roba da rimanerci secchi. L'abbiamo comprato a dicembre sto biglietto, appena il sorteggio ha decretato:  Napoli-Chelsea. Ci siamo detti: andiamo a bere una birra a Londra. Mai avremmo creduto che saremmo arrivati nella City con un bagaglio di 3 gol segnati. E peccato per quell'unico concesso a loro. Quindi i quarti di Champions sono a portata di mano, ma non ce lo diciamo, a stento lo pensiamo perchè le gambe tremano e i riti scaramantici si sprecano.
 
(Deborah Divertito)