Tangenti, Boni oggi a rischio

All’appuntamento nell’aula del Pirellone oggi ci sarà probabilmente il governatore Formigoni ma non il presidente leghista dell’aula, Davide Boni, indagato per presunte tangenti in cambio del via libera a centri commerciali, e “soggetto” della seduta, oltre che di una mozione  delle opposizioni per le sue dimissioni.  «Non so, devo ancora decidere» ha detto ieri Boni, che nei giorni scorsi diceva invece di voler chiarire in Aula visto che, per ora, non ha mai parlato di sue dimissioni.  «Al suo posto avrei fatto un passo indietro, per uscirne più forte - ha detto Viviana Beccalossi, vice coordinatrice regionale  Pdl - anche per rispetto al consiglio regionale» cioè la richiesta minima, dimissioni dall’ufficio di presidenza, come già i tre ex membri coinvolti in differenti inchieste (Penati, Pd, Nicoli Cristiani e Ponzoni, Pdl).
Ieri intanto  procuratore aggiunto  Robledo e il pm  Filippini hanno chiesto al gip la proroga delle indagini. Faranno invece ricorso al tribunale del Riesame, contro le perquisizioni subìte, il capo della segreteria politica di Boni, Dario Ghezzi e l’immobiliarista Luigi Zunino, anch’essi indagati. Boni invece non ricorrerà: il suo legale, Cecconi, ritiene che la documentazione e il back up del computer sequestrati «non hanno valore probatorio». (Agi)