Le Origini del Videogioco gamezero 5885 alla Pelanda

Dal primo esperimento del 1958, un rudimentale simulatore di tennis che usava lo schermo di un oscilloscopio, fino al 1985, per ripercorrere insieme le tappe più salienti dell’evoluzione di un oggetto misterioso e meraviglioso. È gamezero 5885: le origini del videogioco, la mostra, gratuita, appena inaugurata negli spazi de “La Pelanda Sala delle Vasche”, dal Movimento per la cultura del Videogioco. Intrattenimento, cultura, ma anche arte e non solo in 63 pannelli illustrati in italiano e in inglese, pareti giganti dedicate alle vecchie glorie del retrogaming, più di 120 pezzi originali in esposizione tra console e giochi d’epoca, corredati da un’area interattiva per sperimentare il gaming vintage. “Il lavoro dietro a gamezero 5885 è stato immenso, ma siamo orgogliosi del risultato finale”, le parole di Marco Accordi Rickards, ideatore e direttore artistico della mostra. “Ringrazio Gamescollection.it e tutte le altre associazioni e realtà operanti nel campo del retrogaming, che ci hanno aiutato e ci sostengono in questa nuova grande iniziativa”. “Dopo diverse edizioni della Video Game History di Monza, gamezero 5885 è un altro importantissimo traguardo per Gasmescollection.it, per far conoscere e a far giocare i primi videogiochi in tutta Italia”, spiega Federico Salerno, fondatore di Gamescollection.it.
A creare l’industria dei videogiochi (che oggi vale oltre 60 miliardi di dollari l’anno) fu Nolan Bushnell, il leggendario fondatore di Atari, che trasse spunto dal ping pong elettronico di Ralph Baer per dar vita a Pong. Tipo fuori dal comune Bushnell a 15 anni, morto suo padre, portò a termine alcuni suoi contratti e si convinse di poter realizzare qualsiasi impresa. Studiò elettronica, s’interessò di filosofia, e dimostrò da sempre la capacità di saper veicolare il suo entusiasmo e persuadere il prossimo, abilità perfezionata come imbonitore nei lunapark. Aveva una teoria: in 3 anni si può apprendere il 90% di qualsiasi disciplina; poi, la scelta è tra imparare altro o dedicare il resto della nostra vita a colmare quel 10% residuo. Imprenditore dal look a metà tra un biker e un hippy, Bushnell ha sempre teorizzato un approccio al lavoro trasgressivo e rilassato: be note le riunioni del Cda di Atari che si svolgevano all’interno di ampie vasche idromassaggio.
Fu una pizza mancante di una fetta a ispirare a Toru Iwatani, giovane game designer di Namco, l’idea per creare Pac-Man, protagonista del coin-op destinato a diventare l’icona dei videogiochi.  Era il 1979. Iwatani voleva realizzare un arcade non violento, che potesse piacere pure al pubblico femminile. Nacque così il gameplay del capostipite dei maze game (giochi di labirinto), incentrato sul concetto del mangiare, con i fantasmini colorati dagli occhioni da cucciolo. Pac-Man fu portato in Occidente da Midway nel 1980, trionfando negli Usa con oltre 100.000 cabinati. La simpatica sfera gialla si ritrovò sulla copertina di Time Magazine. Il successo di Pac-Man cambiò anche il concept dei videogiochi: se prima si sparava più che altro agli alieni, dopo la sua uscita furono i labirinti a spopolare. Il vorace divoratore aveva aperto al Videogioco le porte della cultura pop: i cabinati comparvero nelle hall degli alberghi e nei bar. Fu l’inizio della Golden Age dei videogiochi.
Le origini di Space Invaders? Un test esadecimale per valutare i programmatori, realizzato da Tomohiro Nishikado per Taito nel 1978. Dopo un lancio tiepido, nel giro di un anno Space Invaders divenne un autentico fenomeno di massa: a causa delle 100.000 macchine vendute, il Giappone dovette triplicare il conio delle monete da 100 yen che facevano funzionare i cabinati, sparite dalla circolazione. Fu distribuito da Midway negli Usa (ottobre 1978), replicando il successo avuto in patria. Lo schema di gioco: si doveva sparare con una torretta mobile contro file di alieni che scendevano verso terra. Era la quintessenza della paura dell’invasione dove il più piccolo errore conduceva al disastro. E non c’era modo di vincere. La frenetica battaglia si concludeva sempre con la vittoria degli alieni: l’unica soddisfazione? Battere i precedenti record di punteggio.
Tutte le info su gamezero 5885: http://www.facebook.com/gamezero5885
(Orietta Cicchinelli)