Riforma del lavoro Alle 16 riparte la trattativa tra governo e sindacati Sugli amm

Inizia oggi una settimana cruciale per la riforma del lavoro. Dopo sette giorni di “pausa”, le istituzioni tornano a sedersi al tavolo della trattativa: già oggi si cercherà di chiudere le prime intese tra governo e sindacati. 
Riordino dei modelli contrattuali e riforma degli ammortizzatori sociali: questi i temi della riforma. Resterà poi da affrontare il nodo della flessibilità in uscita, con la mina dell'articolo 18, tema lasciato ultimo nell'agenda del confronto.
E proprio alla vigilia di questo percorso, la Banca d’Italia ha diffuso uno studio che racconta come è cambiato il profilo occupazionale del Paese negli ultimi 15 anni: meno commercianti, meno impiegati, meno operai e insegnanti, e più manager, dirigenti, super professionisti. Colpa anche della delocalizzazione dei processi produttivi che ha esternalizzato, all’estero, gran parte della produzione. Insomma, meno colletti bianchi, più ventiquattrore e cravatte.  Secondo lo studio, fatto 100 l’ammontare delle ore del totale delle professioni, in 15 anni è calata di 2 punti percentuali (al 9,8%) la «quota ore» degli impiegati in ufficio, di 2,4 punti (al 6,5%) quella di artigiani e operai metalmeccanici specializzati, di 6,2 punti (al 3,9%) quella dei professionisti «qualificati» nelle attività commerciali, di 1,5 punti (al 2,0%) quella degli insegnanti. 
Aumentano invece di 6,2 punti (al 7,6%) le ore di lavoro di imprenditori, manager, responsabili di piccole imprese, seguiti da professionisti nel settore tecnico. Ma aumentano anche le professioni per le quali sono richiesti più anni di studi: di 2,1 punti salgono le ore per i professionisti del settore intellettuale, +1,5 punti per ingegneri, architetti e professionisti del settore tecnico e matematico.
(metro)