Boni "appeso" a un summit I pm: sistema tangenti Lega-Pdl Niente Dimissioni. Formi

Dimissioni respinte da Bossi  dopo aver ascoltato Davide Boni, presidente del Consiglio regionale indagato per mazzette,  proclamare la sua estraneità: tutto rimandato al summit in via Bellerio oggi alle 17.    
Una variazione  rispetto alle dimissioni degli  altri 3 membri della Presidenza del Consiglio Regionale indagati  che ha scatenato le  opposizioni, pronte a votare quelle del presidente dell’Aula  martedì. L’inchiesta su Boni e le tangenti per i centri commerciali di Cassano d’Adda lambisce quella di Monza sul “sistema Sesto” (mazzette a Penati, Pd) e  svela, secondo i pm,  un “sistema Lega-Pdl” per foraggiare con tangenti  campagne  e partiti, di cui i vertici leghisti sarebbero stati al corrente. Emergerebbe dagli  interrogatori di Nicoli Cristiani (Pdl,   indagato per mazzette, discarica di amianto di Cappella Cantone).
Mentre  la Lega fa quadrato (Maroni: «Boni non si tocca»)   parla di complotto e minaccia querele, per il governatore Formigoni   l’asse Pdl-Lega qui tiene, «c’è  una questione morale ma non solo in politica» e non c’è  addebito contro l’attuale giunta. Infatti è della  precedente  (Formigoni 2005/10)   che si parla: oltre a Boni (Edilizia) e Nicoli Cristiani (Ambiente) Formigoni scelse assessori come Prosperini (Sport, condannato per truffa) e   Ponzoni (Ambiente) indagato per corruzione e citato in indagini antimafia. Boni «chiarirà o agirà di conseguenza»  dice  Formigoni,  che però scappa dalla trasmissione  di Chiambretti per non parlare con il radicale Lipparini dell’inchiesta sulle quasi 900 firme false del suo listino. Quello “famoso” che ha portato in Regione  la consigliera Pdl Minetti, indagata   per favoreggiamento della prostituzione anche minorile, ovvero l’ancora bollente caso Ruby-Berlusconi.
(Simona Mantovanini)