Scudetto: Conte e la Juve si arrendono

Cinque pareggi casalinghi su tredici – tutti contro squadre non di primissima fa scia - mettono finalmente fine alla retorica dello Juventus Stadium che avrebbe da solo dovuto portare in dote punti a chili. Così non è mai stato e così non sarà: contano i giocatori, non il posto dove si gioca. E la Juventus - che ultimamente pare avere finito la benzina, senza che Conte sia ancora riuscito a fare un rabbocco come si deve – ha giocatori oggi stanchi e comunque non al livello di inizio stagione. Così, nel post partita del match pareggiato contro il Chievo, l’allenatore ha buttato lì quattro concetti che suonano come una mezza resa. Uno “Ci sono tre o quattro squadre che hanno un organico migliore del nostro, per cui stiamo facendo delle cose superiori a quelle che dovremmo fare”. Due: “E' difficile tenere questi ritmi, anche perché solamente il Milan può permettere l'intromissione di qualche altra squadra. Altrimenti, vincerà facile”. Tre: “E' un miracolo essere considerati l'anti-Milan. E non lo dico per mettere le mani avanti”. Quattro: “Se conquistassimo la qualificazione alla Champions League, avremmo ottenuto un risultato straordinario”. Detto questo, se la Juve vincerà mercoledì pomeriggio a Bologna nel recupero, avrà gli stessi punti del Milan e si potrà ripartire da zero e zero. Chiaro comunque che così la Signora non può pensare di reggere l’urto rossonero: finché in attacco non ci sarà un giocatore in grado di buttarla dentro con regolarità, la miglior difesa del campionato sarà sufficiente per qualificarsi in Champions, non certo per vincere lo scudetto.