I cosmetici non sentono crisiNel 2011 9 miliardi di fatturato

Alla bellezza non si rinuncia, nemmeno in tempi di crisi. Il fatturato 2011 dell’industriia cosmetica 'made in Italy' tocca i 9 miliardi di euro, con una crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente. I dati preconsuntivi di Unipro (Associazione italiana delle imprese cosmetiche) - in linea con l'indagine congiunturale illustrata nel dicembre scorso dal Centro studi dell’Associazione - sono stati diffusi in anteprima questa mattina a Milano, in occasione del lancio di Cosmoprof Worldwide Bologna 2012 (Fiera di Bologna, 9-12 marzo). In leggera crescita anche i consumi degli italiani che l’anno scorso si sono attestati a 9,624 miliardi (+1%). Al dato concorre la produzione non esportata (6,3 mld), l’import (1,1 mld) e l’indotto (2,2 mld).
Il comparto regge alla crisi, dunque, nonostante le forti tensioni sulla propensione al consumo di ampie fasce di utenti, precisa Unipro. "Il cosmetico è sempre più un consumo irrinunciabile", commenta il presidente, Fabio Rossello. Tuttavia anche nel 2011, sottolinea l’Associazione, i contributi più significativi alla crescita dell’industria cosmetica sono arrivati dalle esportazioni. In forte ripresa grazie alla flessibilità dell’offerta italiana, l’export incassa infatti un +14% con un giro d’affari di 2,74 miliardi di euro.
Erboristeria e farmacia sono i canali che evidenziano segnali di maggiore ottimismo, continua Unipro. Se le farmacie con 1,8 miliardi di euro segnano un +1,8%, le erboristerie portano le vendite a un valore di 380 milioni (+3,9%). In ripresa la profumeria (+0,7% a 2,28 miliardi). E trainata dalle grandi superfici specializzate, si muove sulla scia del segno positivo anche la grande distribuzione: con un +0,7% si assicura 4,11 miliardi di euro. In difficoltà, invece, i canali professionali, soprattutto l’acconciatura che fa registrare un -1,5% a 690 milioni di euro.(adnkronos)