Dagli scarti agricoli7,5 miliardi di energia

C'è una miniera di energia nascosta nell’agricoltura italiana: è quella dei sottoprodotti, gli scarti biologici delle lavorazioni agricole, che secondo la nuova edizione dell’Osservatorio Agroenergia possono valere - se adeguatamente valorizzati - oltre 10 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) annui di energia primaria. Qualcosa, cioè, come il 49% della produzione da fonti rinnovabili e il 5% dei consumi italiani. I dati sono dell’Osservatorio Agroenergia - I Sottoprodotti, commissionato da EnergEtica e Confagricoltura e realizzato da Althesys e presentato oggi ad "Agroenergia 2012", la mostra convegno di Tortona dedicata alle energie rinnovabili in agricoltura. «I sottoprodotti - spiega Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e capo del team che redige dell’Osservatorio - sono scarti agricoli, biomasse legnose, deiezioni suine e scarti di macellazione, per esempio. La nostra valutazione evidenzia come il loro sfruttamento energetico potrebbe portare un contributo significativo ai target nazionali di generazione di energia da fonti rinnovabili. Dai sottoprodotti si potrebbero, infatti, ricavare oltre 10 Mtep annui di energia aggiuntiva, pari al 49% circa della produzione di energia primaria da fonti rinnovabili e al 5% dei consumi primari».
Si tratta di 116 milioni di MWh che, al prezzo medio nazionale dell’energia, corrispondono a circa 7,5 miliardi di euro annui, ovvero a ben 15,8 miliardi al prezzo sottoposto al consumatore finale. Ma non è tutto: sotto il profilo ambientale, dicono i dati dell’Osservatorio Agroenergia, permetterebbero di evitare emissioni di anidride carbonica per 5 miliardi di tonnellate l'anno. Le regioni a più alta potenzialità sono Lombardia, Trentino Alto Adige, Campania e Puglia. Rilevante è però la sproporzione tra sottoprodotti disponibili e impianti per il loro trattamento, soprattutto in Piemonte e Sicilia. Il potenziale è comunque notevolissimo, equivalente addirittura al 60% dell’obiettivo nazionale di produzione di energia rinnovabile da biomasse. «In un momento in cui, da molte parti, si spinge a un maggiore utilizzo dei sottoprodotti da parte degli impianti agroenergetici, abbiamo ritenuto importante studiare i possibili scenari che potranno derivare da politiche di incentivazione in questa direzione sulle filiere collegate - commenta Piero Mattirolo, amministratore delegato di EnergEtica - Un altro obiettivo raggiunto dallo studio è la valutazione dell’effettiva accessibilità dei sottoprodotti candidabili e gli ostacoli legislativi che tuttora ne rendono insidioso l’impiego». V. M.