L'Italia affonda a Genova

Una volta chi veniva convocato in nazionale dava l'anima. Oggi, se la gara non è di quelle che contano,  l'impressione è che  per molti giocatori sia solo una scocciatura. Vero è che l’Italia calcistica non ha mai amato le amichevoli. Ma se la squadra di Prandelli è quella vista ieri sera contro gli Usa, diamoci una mossa visto che l’Europeo è alle porte. Tempo fa Franco Causio, una vita nella Juve e tante gare in azzurro, raccontò a Metro che lui, prima di essere convocato, dovette dimostrare a lungo di che stoffa era. Oggi  bastano poche gare azzeccate per essere chiamati  “fenomeni”, complice una tv che mitraglia di aggettivi come “straordinario”, “fantastico”  un buon tiro in porta. Un gol o un assist diventano automaticamente   “incredibili”. Forse qualcuno si è montato la testa. Gli  “american boys”, per contro,  hanno onorato la gara di Genova, firmando con  Dempsey la 1ª storica vittoria Usa contro l’Italia. E i nostri? Davvero inguardabili. Eppure il ct Prandelli ha detto di aver tratto... spunti interessanti. E Thiago Motta? Doveva illuminare il gioco, invece è sembrato un nasello bollito. Nel 2° tempo dentro anche il giallorosso Borini e poi una girandola di sostituzioni e tanta noia. Prandelli a fine gara: «Non sono preoccupato». Contento lui, contenti tutti.  (C.Cr.)