Inchiesta mazzette, la rivolta dei vigili

Roma. Colloquio “informale” ieri a Piazzale Clodio tra il sindaco Alemanno e il procuratore Capaldo, che segue l’inchiesta partita dalla denuncia del titolare di enoteche Paolo Bernabei. Sei i vigili indagati per concussione (ipotizzato un giro di 60 mila euro di mazzette): quattro del I Gruppo, uno in pensione e l’ultimo di un Gruppo diverso. Tre i vigili del centro storico che sono stati trasferiti. Non sarebbe invece legato «in alcun modo» alla vicenda il trasferimento - sollecitato dal Campidoglio - di 11 dipendenti dell’ufficio Commercio e di quello Edilizio del Municipio I.Sempre ieri in Procura è stato interrogato il comandante del I Gruppo della Municipale, Stefano Napoli. A lui il procuratore aggiunto Caperna e il sostituto Condemi hanno chiesto chiarimenti anche sul trasferimento di una trentina di agenti. E mentre il presidente del Municipio I, Orlando Corsetti, ha fatto sapere che già lo scorso gennaio aveva segnalato alla Guardia di Finanza l’esistenza di un «mercato parallelo di licenze gestito da professionisti», monta la protesta tra i vigili urbani contro le «epurazioni e le generalizzazioni: non vogliamo essere carne da macello». (Metro)
La frase
“La stragrande maggioranza del Corpo della Municipale è fatta da persone pulite e a posto. Ma dobbiamo reagire a qualsiasi situazione che possa essere poco chiara”. Gianni Alemanno, sindaco
Commercianti sulle nuvole
«Non abbiamo avuto segnalazioni di episodi di taglieggiamento», assicura Nazzareno Sacchi, presidente Fipe di Roma. Sulla stessa linea il presidente della Confesercenti Roma, Valter Giammaria: «Fino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni di episodi del genere». E ancora, il presidente di Confcommercio Roma, Giuseppe Roscioli: «Non ne sapevamo nulla, è una cosa che non ci riguarda. Nessuno dei commercianti è venuto a denunciare qualcosa a noi. Circolavano alcune voci, ma sono voci e se ne sentono tante...». Ma “Sos Impresa” fornisce un’altra chiave di lettura: «Molti raccontano, ma pochi poi denunciano. Anche se ora, a causa della crisi, i commercianti non hanno i soldi per pagare il pizzo e allora alcuni casi emergono per forza». (Metro)