Andy Warhol: il mondo lo celebra a 25 anni dalla morte

Arte. Mostre in tutto il mondo, tra cui una straordinaria retrospettiva itinerante che sbarcherà in Cina e Giappone, per celebrare il 25° anniversario della morte di Andy Warhol (New York 22 febbraio). Padre della Pop Art è uno degli artisti più quotati del '900, grazie al suo genio creativo che ha lasciato un’impronta indelebile. Andrew Warhola (il suo vero nome) nasce a Pittsburgh (Pennsylvania) il 6 agosto del 1928, da una famiglia di etnia rutena, emigrata dalla Slovacchia negli Usa. Dopo il diploma si iscrive al Carnegie Institute of Technology di Pittsburgh, dove segue i corsi di pittura e design e laureatosi nel 1949, si trasferisce a New York, dove si afferma nel mondo della pubblicità e lavora per Vogue e Glamour.
Nel 1960 inizia la sua carriera nell’arte con i primi dipinti, ispirati a fumetti e a immagini pubblicitarie. L’opera di Warhol si inserisce nel filone della Pop Art, che nasceva in quegli anni in Inghilterra e negli Usa, mescolandosi ancora all’informale e all’astrazione. Nel '62, inizia a usare la tecnica della serigrafia e rivolge l'attenzione alle “icone simbolo” del suo tempo. Celebri i ritratti che Warhol fa delle celebrità che sulla tela assumono lo sguardo inespressivo di santi e madonne. Fortemente suggestionato dalla cultura underground, l’artista fonda la famosa Factory, in cui negli Anni ‘80 entreranno le nuove generazioni, dal geniale Keith Haring all’atrettanto grande Jean-Michel Basquiat. Sfugge a un attentato compiuto da Valery Solanas, fonda la rivista Interview, sul mondo del cinema con la formula dei famosi che intervistano famosi. Dagli Anni ‘70 sino alla morte, Warhol esegue fra i 50 e i 100 ritratti l’anno, e le sue immagini di Campbell’s e Brillo vengono esposte nei musei di tutto il mondo. Sua ultima meta sarà l’Europa, Parigi e Milano, dove, tra il 18 e il 24 gennaio 1987, presenta una delle sue ossessioni, la serie dedicata all’Ultima cena di Leonardo. Tornato negli Usa, il 21 febbraio viene operato alla cistifellea al New York Hospital dove muore il mattino successivo.
In questo XXV anniversario, l’Italia gli rende omaggio con varie iniziative. Numerose le rassegne già in corso sulle avanguardie americane dove l'artista è presente (a Palazzo delle Esposizioni c’è un’opera della serie Elecrtic Chair, mentre a San Marino, si può ammirare una bellissima Jackie). Tutta dedicata a Warhol è “Dall’apparenza alla trascendenza”, fino all'11 marzo al Centro Saint-Benin di Aosta, per una carrellata delle sue opere più famose. Aspettando “Andy Warhol Haedlines” (Andy Warhol e i media), a Roma dal 12 giugno negli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che per la prima volta riunisce le opere incentrate sui simboli linguistici. (Metro)