Ucciso al Parco Lambro l'autopsia: colpito alle spalle

«Ho sparato verso un terrapieno»: così si era difeso davanti al pm il vigile Alessandro Amigoni, accusato di omicidio volontario per aver sparato al 28 enne Marcelo Valentino Gomez uccidendolo, durante un inseguimento ai margini del Parco Lambro, lunedì scorso. L'agente della polizia municipale ha quindi cambiato versione davanti al pm, dopo aver affermato che si era difeso perché aveva visto un’arma in mano a uno dei due in fuga, ha invece affermato di avere mirato al terrapieno  lì vicino, per spaventare i due, mentre un collega intimava l'alt.  Il vigile non ha saputo  chiarire   come il proiettile abbia raggiunto il cileno alla schiena. E l’autopsia eseguita ieri conferma: il 28enne è stato colpito alle spalle, il proiettile gli ha trapassato il cuore uccidendolo. La posizione di Amigoni si è aggravata dunque anche perché i tre agenti con lui al momento della sparatoria lunedì al pm avevano riferito di non aver percepito pericoli perché non avevano visto nessuno dei due ragazzi impugnare un’arma. Lo stesso hanno affermato i testimoni.
Don Mazzi: Pisapia porti un fiore al Parco Lambro
La polemica sul ruolo dei vigili è ancora caldissima: dopo gli ammonimenti di sindaco Pisapia e assessore Granelli  («Basta agenti-rambo»), il presidente della Provincia si schiera, di nuovo, al fianco dei ghisa: «Un eventuale loro disarmo sarebbe un grave errore» ha detto  Podestà. Don Mazzi, da anni impegnato nel Parco Lambro, chiede al sindaco Pisapia, simbolicamente, di deporre un fiore lì sul curvone «dove è morto un giovane». L’assessore Granelli negli giorni scorsi ha   contattato   il console cileno per esprimere  il cordoglio della città. (Metro)