Sanremo 2012, gli amuleti per stasera

Tv - Il venerdì 17, per di più di un anno bisestile, non coglie impreparati i cantanti che sfilano sul  palco nella quarta serata del festival. C'è chi si affida alla vicinanza di persone, chi ad un oggetto, chi a un rito, a volte collettivo. E' il caso dei Matia Bazar. Come spiega Piero Cassano, il  tastierista del gruppo: «Personalmente non sarei scaramantico ma  Silvia Mezzanotte, in tutte le occasioni importanti, ci costringe da  anni a toccarle il sedere ma, come dice lei, ognuno di noi deve darle  una “palpata grassa”...». E se il portafortuna di quest’anno di Samuele Bersani sono gli scarpini  da calcio modello retrò, «alla Bettega» -come dice lui- tutti neri,  in tema con la canzone “Un pallone”, Arisa confessa di portare al  collo una collana con un ciondolo che raffigura «un organo genitale  femminile», realizzato da un’artista sua amica. Loredana Bertè, per ovvi motivi, odia con tutta  se stessa le scaramanzie, mentre Gigi D’Alessio si affida non solo di  venerdì 17 alla tradizione cattolica: si fa il segno della croce  prima di entrare in scena. Per Noemi il portafortuna è la sorella Arianna: deve avercela  accanto fino ad un secondo prima di entrare sul palco: «E' lei il mio  amuleto e non cambia il venerdì 17».
«Non voglio entrare nel tunnel della scaramanzia, nè di  venerdì 17 nè mai: punto tutto sul fatto di lasciarmi andare”, dice  invece Dolcenera. Ed anche Francesco Renga si iscrive al club dei non  scaramantici anche se non si separa mai dal suo laccio di cuoio con un ciondolo a croce. Ad Erica Mou (nella foto), la rivelazione in gara tra i giovani, «piace il venerdì», su questo non è molto superstiziosa.  Però per il festival ha seguito «alcuni segni del destino» e ha  deciso di portare sul palco «la sorpresa trovata in un ovetto kinder», comprato mentre veniva a Sanremo. Ma c'è un altro rito a cui Erica non rinuncia mai: aspettare il messaggino della nonna che arriva sempre prima di tutti i suoi live.  E’ la nonna, fra l’altro, alla quale è legatissima, ad aver ispirato  il suo brano “Nella vasca da bagno del tempo”.
Sempre tra i giovani, Marco Guazzone e la sua band indossano un  braccialetto-feticcio di cotone ognuno di un colore diverso e prima di entrare sul palco fanno degli esercizi di respirazione collettivi con  vocalizzi «che diventano quasi rito». Infine, l’idolo delle teenager  Alessandro Casillo indossa sotto la maglietta un rosario blu che gli  hanno regalato le suore della Casa del Clero di Sanremo.
(metro)