Entrate, Maninchedda mette in guardia i sardi

"Da ambienti accademici e sindacali romani si apprende che la Giunta stia chiudendo la vertenza sulle entrate in un modo svantaggiosissimo per noi". Lo dice il sardista Paolo Maninchedda, ex presidente della commissione Bilancio e ora alla guida di quella alle Riforme. Maninchedda spiega che "il ministero vuole rivedere la bozza di Norme di attuazione varate dal Consiglio regionale, perche' dissente dal calcolo proposto sulle tasse sui giochi e sull'Ires. Bisogna non accettare - consiglia - le norme sono quelle e punto, diversamente ricomincia l'iter e perdiamo almeno sei mesi. Inoltre, la rimodulazione del calcolo sull'Ires e sui giochi nasce da proiezioni sul gettito che la Sardegna non conosce, le quali rendono quelle due voci (soprattuto i giochi) piu' vantaggiose di quello che sembrano". Ancora, prosegue Maninchedda sul blog, "il governo tende a minimizzare il debito maturato nel biennio 2010-2011, che nei bilanci della Regione e' iscritto per un valore di 1,6 miliardi. L'ipotesi governativa e' riconoscerlo per una parte (andando bene, per il 50%) e pero' spalmarne l'erogazione (come avevano fatto con i 500 milioni di arretrati Iva riconosciuti alla Giunta Soru) in un tot (molto lungo) di anni. Se accadesse questo, noi avremmo un incremento cospicuo (di un miliardo circa) del disavanzo. Bisogna rifiutare la riduzione dell'ammontare del credito e comprimere massimo in un triennio l'erogazione del dovuto".
Terzo punto indicato dal consigliere del Psd'Az, "il Governo deve cedere sul tema di chi calcola l'ammontare della compartecipazione. In ambienti governativi si dice che finche' sara' la Ragioneria dello Stato a calcolare la compartecipazione, ogni accordo e' subordinato nei fatti alle politiche di cassa del Governo". Per Maninchedda la Giunta deve rifiutare di confrontarsi, come sta facendo adesso, col consulente dell'Ufficio Legislativo Finanze del Ministero dell'Economia: "non e' una questione di lana caprina, bisogna prima fare gli accordi politici tra rappresentanti delle istituzioni e poi attivare i tavoli tecnici. Se si fa, come si sta facendo, il contrario, si cade nella tela del ragno che nasconde le scelte politiche nel repertorio delle possibilita' tecniche".
Infine, "il Ministero si sta riservando la trattativa successiva sul federalismo fiscale per scaricare sulla Sardegna, a saldi invariati, nuove funzioni, e quindi nuovi costi. Attenzione: non si puo' trattare solo su un tratto del percorso. Bisogna aver lucidamente davanti tutta la rotta. E - conclude - mi pare, purtroppo, che cosi' non sia".