Su protesi Pip consumatori contro il ministro

Roma Sulle protesi mammarie Pip a rischio le associazioni dei consumatori dichiarano guerra al ministro della Salute Renato Balduzzi Non possibile che lasci migliaia di donne nell angoscia e nella confusione denuncia il presidente del Codacons Carlo Rienzi annunciando un ricorso al Tar perch faccia chiarezza sulle vaghe indicazioni ministeriali Il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente a tutte le donne sia le rimozioni che le sostituzioni insiste Rienzi indipendente dal fatto che i motivi dell innesto siano stati ricostruttivi post malattia o estetici Se il ministro non provvede abbiamo chiesto al Tar di nominare un commissario ad acta Da parte sua il ministero rinvia decisioni pi concrete e costose al completamento del censimento fino ad ora sarebbero 3 500 le segnalazioni di protesi Pip su donne italiane Intanto il Consiglio superiore di sanit ha suggerito di estendere l espianto a carico del Servizio sanitario oltre che per motivi clinici anche alle motivazioni psicologiche Le associazioni dei consumatori criticano il fatto che si tratti di mere indicazioni che stanno gettando nello scompiglio le pazienti preoccupate e non garantiscono il reimpianto gratuito lorenzo grassi In manette il produttore delle Pip Francia La polizia francese ha arrestato Jean Claude Mas fondatore dell azienda che ha prodotto gli impianti mammari Pip con gel di silicone industriale meno cari del materiale a norma ma con un alta probabilit di rottura e rischi sanitari Lo stesso Mas ha ammesso Sapevo che il gel non era omologato ma l ho utilizzato perch era meno caro Il punto sui ricorsi Roma Diverse associazioni dei consumatori si sono mobilitate a difesa delle donne che hanno scoperto di avere nel proprio corpo una possibile bomba ad orologeria Da gennaio abbiamo gi raccolto 300 adesioni alla nostra azione di citazione collettiva per risarcimento del danno spiega l avvocato Alessia Stabile del Codacons e ne continuiamo a ricevere ogni giorno La nostra azione sar nei confronti del ministero della Salute che aveva ed ha l obbligo giuridico di vigilare sulla qualit delle protesi e non pu trincerarsi dietro la giustificazione del marchio Ce Come risarcimento minimo chiederemo 10 mila euro a persona salvo casi pi gravi che andranno avanti con querela personale Fra le donne che si sono rivolte a noi sette hanno dovuto procedere alla rimozione immediata perch le protesi erano scoppiate e una 21enne ha avuto l evidenza anche di un nodulo In questa situazione prosegue il legale del Codacons non aiuta la confusione che sta generando il ministero al parere del Consiglio superiore di sanit sarebbe dovuta seguire un ordinanza chiara e precisa che avrebbe dovuto spiegare bene cosa si intendeva fare Invece cos non si fatto e siamo nel caos Noi continueremo a raccogliere adesioni all azione collettiva di risarcimento sino al 20 febbraio Garantire sostituzione gratis A noi sono arrivate molte segnalazioni soprattutto dal Nord e in tante ci hanno chiamato per avere informazioni riferisce l avvocato Giulia Radice dell Unione nazionale dei consumatori ora stiamo analizzando i singoli casi Preoccupa il fatto che nelle indicazioni ministeriali si parli solo di sostegno alla rimozione lasciando la successiva sostituzione a spese della paziente Inoltre si restringe l intervento gratuito del Servizio sanitario nazionale all ambito della chirurgia ricostruttiva relegando in un limbo le molte donne che si trovano con un innesto pericoloso nel corpo a seguito di intervento estetico Assistiamo a una ridda di indicazioni in assenza di ordini aggiunge l avvocato Radice mentre in Francia sono gi stati stanziati fondi per l opera di messa in sicurezza Non dimentichiamoci che sono state impiantate protesi Pip in Italia anche dopo il 2010 quando erano state ufficialmente messe al bando Dove erano i controlli delle nostre autorit sanitarie Nei confronti delle donne sta mancando colpevolmente una seria informazione da parte del ministero sottolinea l avvocato Vanna Pizzi della Federconsumatori anche sul piano delle indagini siamo indietro in Francia c un inchiesta penale della procura di Marsiglia ad uno stadio molto avanzato mentre in Italia c solo un fascicolo aperto dal procuratore Guariniello Anche noi stiamo promuovendo un azione di risarcimento danni nei confronti dell UE e dello Stato Italiano per mancata vigilanza e disapplicazione della normativa di riferimento Gi dal 2007 infatti esiste una normativa europea sui dispositivi medici dove rientrano nella categoria pi sorvegliata anche le protesi mammarie i controlli sono dunque di stretta responsabilit di ogni Stato aderente metro