Quegli errori fatali

ISOLA DEL GIGLIO Era pronto a scappare e a inquinare le prove per questo il capitano Francesco Schettino comandante della nave Costa Concordia nel naufragio all isola del Giglio si trova in carcere per omicidio colposo plurimo disastro e abbandono di nave Secondo i magistrati si avvicinato maldestramente al Giglio la nave ha preso uno scoglio che si incastrato sul fianco sinistro facendola inclinare e imbarcare tantissima acqua nel giro di due tre minuti Al vaglio degli inquirenti anche il fatto che il passaggio vicino sia stato deciso per far salutare ai croceristi i paesi illuminati Una ricostruzione smentita da Schettino ma che sembra avallata dalla stessa societ Costa Crociere che in un comunicato ha scritto Sembra che il comandante abbia commesso errori di giudizio la rotta seguita dalla nave risultata troppo vicina alla costa e sembra che le sue decisioni nella gestione dell emergenza non abbiano seguito le procedure di Costa Crociere Tramite il suo avvocato il comandante si difeso Abbiamo impattato uno sperone di roccia non segnalato Secondo la carta nautica doveva esserci acqua a sufficienza Schettino ha anche smentito l accusa di avere abbandonato prima di mezzanotte la nave prima del termine dell operazione di salvataggio dei passeggeri anche se la Guardia costiera lo avrebbe pi volte invitato a risalire Giallo anche sull allarme secondo le prime informazioni della scatola nera della nave la comunicazione di allarme alla Capitaneria di porto sarebbe stata data circa un ora dopo l impatto della nave con uno scoglio e numerosi passeggeri hanno raccontato di non aver sentito il fischio caratteristico dell allarme in mare metro