In vacanza con il diabete e con i consigli dell'esperto

 
 
Roma. De Gaulle, Kruscev, Neil Young, Elizabeth Taylor. Cosa avevano in comune? Erano tutti diabetici. E per questo esempi eloquenti di come si possa condurre un'esistenza normale, anzi speciale. Lo assicura  il professor Stefano del Prato,  diabetologo presidente della Sid (la Società italiana di diabetologia) che ha celebrato il cinquantenario e ha appena concluso il suo congresso nazionale a Bologna: «È importante trasmettere un messaggio chiaro riguardo al fatto che la malattia diabetica non rappresenta una limitazione: il paziente diabetico ben compensato può fare esattamente tutto ciò che fa il soggetto non diabetico». I viaggi, appunto. Con le ferie all'orizzonte, ci si chiede se ci siano controindicazioni.
Cosa deve mettere il diabetico in valigia?È fondamentale prima di tutto ricordare come non esistano mete vietate o situazioni non affrontabili  per un diabetico.  Così come ogni altra persona che segua una terapia  cronica, dovrebbe avere con sé una scorta di tutta i farmaci in uso. Va ricordato che lo stesso tipo di insulina può avere preparazioni con diverse concentrazioni all'estero. L’insulina commercializzata in Italia ha una concentrazione di 100 UI/ml mentre in altri Paesi  è ancora disponibile insulina a 40U/ml. In tal caso debbono essere fatte le opportune proporzioni. È bene anche portare il proprio glucometro e quanto necessario per l’automonitoraggio glicemico. E, infine, avere una certificazione medica attestante la malattia diabetica, redatta anche in lingua inglese in caso si vada all’estero.
E l’alimentazione?Quando è regolare favorisce il mantenimento di un buono stato di salute e il buon controllo glicemico. In condizioni particolari, come in viaggio, può però risultare più difficile mangiare a orari definiti. Per questo chi è in trattamento insulinico dovrà monitorare i valori glicemici capillari e, in caso di necessità, correggere l’iperglicemia con un piccolo bolo di insulina rapida o, in caso di caduta della glicemia, assumendo dei carboidrati  a rapido rilascio (succo di frutta, bibita zuccherata). Gli antidiabetici orali, soprattutto gli insulino-sensibilizzati e i nuovi farmaci incretinici, invece non richiedono particolari aggiustamenti.
Quali gli accorgimenti se va in auto, in treno o in aereo?Se guida, deve evitare con cura l’ipoglicemia perché questa comporta una riduzione dello stato di attenzione e concentrazione. Per questo, in caso di viaggi lunghi, oltre le due ore, deve verificare la glicemia al momento di mettersi alla guida. E poi fare soste a intervalli regolari per fare spuntini e controllare la glicemia. In treno o in aereo dovrà sempre tenere la propria terapia nel bagaglio a mano in modo da averla sempre a disposizione.
 
Cinque milioni di casi in ItaliaIl diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme alla malaria e alla tubercolosi. Una sfida sempre aperta perché la sua diffusione è in costante aumento. Nel mondo il numero dei diabetici è raddoppiato in 20 anni da  150 a oltre 300 milioni e le stime della International Diabetes Federation prevedono che questo numero superi i 600 milioni entro il 2030. In Italia sono 3.750.000 secondo i dati dell’Osservatorio Arno Diabete 2012 basati sulle prescrizioni di farmaci, sulle esenzioni ticket e sulla presenza del diabete fra i codici delle diagnosi. Accanto a questi vanno considerati anche chi lo é ma non sa do esserlo. Nel complesso i diabetici italiani non sono meno di 5 milioni. Di questi il 95% di questi ha diabete tipo 2.
 
(Luisa Mosello)